GEOLOGIA

MILIONI DI ANNI PER PLASMARE UN TERRITORIO…

L’area di Cugno Case Vecchie e degli immediati dintorni si trova all’interno del complesso montuoso che occupa l’estremità sud – orientale della Sicilia e che prende il nome di Monti Iblei. Definito dalla letteratura geologica come avampaese ibleo, costituisce parte delle propaggini settentrionali emerse della Placca Africana che nell’area mediterranea continua a scontrarsi con la placca europea.

Diverse fasi tettoniche avvenute tra il Miocene e il Quaternario, hanno determinato l’emersione e l’assetto strutturale odierno, caratterizzato da sistemi di faglie dirette distensive orientate NE-SW e NNW-SSE conferendo in tal modo uno stile tettonico a “Horst e graben”.

Dal punto di vista geologico i Monti Iblei sono costituiti da espandimenti vulcanici sottomarini formatisi circa 24 milioni di anni fa e da potenti banchine calcaree di età compresa tra il Cretaceo e il Quaternario, in forma di tavolati e ripiani. Tra il settore occidentale e orientale del complesso montuoso i caratteri litologici mostrano una diversa evoluzione delle serie sedimentarie che corrispondono ad un mutamento nelle caratteristiche paleo-ambientali marine; ad est ambiente di mare poco profondo, ad ovest un ambiente pelagico cioè di mare aperto e maggiore profondità. Queste differenze paleo-ambientali sono testimoniate dalle relative formazioni che si ritrovano nell’area, in particolare ad occidente si ritrova la formazione Ragusa (successione marnoso calcarenitica) a cui seguono stratigraficamente le marne della Formazione Tellaro che passano superiormente ai calcari della formazione Palazzolo; mentre ad oriente è presente la Formazione Climiti suddivisa in Membro Melilli (calcareniti e calcilutiti biancastre, pulvirulente a microfaune) e Membro dei Calcari di Siracusa (calcareniti e calciruditi con resti di alghe, coralli coloniali e bivalvi).

Gli iblei affascinano il visitatore anche per il loro aspetto morfologico che appare strettamente influenzato non solo dall’assetto tettonico ma anche dall’azione modellatrice degli agenti morfogenetici (acqua, vento, gelo, tettonica, ecc.). Infatti oltre a presentare una struttura tabulare, l’elemento morfologico tipico dei Monti Iblei è la Forra (denominata localmente “Cava”), valle fluviale stretta costituita da ripide scarpate e rupi molto simili per la loro morfologia ai “canyon” del Nord-America, la cui forma varia in funzione della litologia. Nelle litologie più marnose (Tellaro e Ragusa) corrispondono forme più “svasate” o a “V”, mentre nei termini più carbonatici ( Monti Climiti e Palazzolo) si ritrovano valli a pareti sub-verticali.

Tali morfologie assumono il massimo sviluppo nella Formazione dei Monti Climiti con strutture sia superficiali che profonde.